Il Regolamento Europeo F-Gas n°517/2014

la normativa f-gas

Breve storia dei gas refrigeranti


I primi gas refrigeranti di sintesi sono stati sviluppati negli anni ‘30 per sostituire fluidi più pericolosi (Ammoniaca Anidra, Anidride Solforosa, Propano ecc.) usati fino ad allora in refrigerazione. Grazie a questa prima generazione di gas fluorurati, chiamati CFC (CloroFluoroCarburi), la tecnologia del freddo si è potuta sviluppare e diffondere in tutto il mondo migliorando tanti aspetti della vita di miliardi di persone.
Negli anni ‘80 sono stati valutati gli effetti delle emissioni di CFC sulla riduzione dell’ozono stratosferico e conseguentemente, con il Protocollo di Montreal del 1987, è stata ridotta la produzione e la vendita di questi gas. I sostituti immediati di seconda generazione sono stati gli HCFC (IdroCloroFluoroCarburi) che hanno lasciato il posto verso metà degli anni ‘90 agli HFC (IdroFluoroCarburi).
Questa terza generazione di gas refrigeranti ha risolto completamente il problema dell’impatto sullo strato di ozono. Negli anni successivi l’attenzione si è concentrata sulla mitigazione del riscaldamento globale e con il Protocollo di Kyoto del 1997 si è cominciato il percorso di controllo delle sostanze ad effetto serra.
Il Regolamento Europeo F-Gas n°517/2014 impone forti limitazioni all’utilizzo di HFC ad alto GWP e promuove nuovi prodotti di quarta generazione con bassissimo effetto serra, gli HFO (IdroFluoroOlefine).

L'impatto ambientale dei gas refrigeranti

La crescente attenzione verso il problema del riscaldamento globale ha portato alla definizione di politiche internazionali a lungo termine volte a limitare l’aumento della temperatura media del pianeta fino ad un massimo di 2°C rispetto ai valori pre-industriali. 
Una delle misure di intervento è quella di diminuire l’utilizzo di gas ad effetto serra che una volta liberati in atmosfera contribuiscono all’innalzamento della temperatura. L’unità di misura di riferimento è il GWP (Global Warming Potential) in ton di CO2 equivalenti.
Il Regolamento Europeo  F-Gas n°517/2014 ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 79% entro il 2030.

Le modalità di intervento

  • Immissione sul mercato

Il regolamento prevede una riduzione progressiva dell’introduzione di F-Gas sul mercato dell’Unione Europea, prendendo come
riferimento la media delle quantità immesse nel periodo 2009-2012.

  • Restrizioni d’uso in nuovi impianti

Sono stati definiti dei limiti all’utilizzo di F-Gas ad alto GWP a seconda del tipo di applicazione e con entrata in vigore scaglionata nel tempo.

  • Limitazioni d’uso per la manutenzione di impianti esistenti

Dal 1° gennaio 2020 è vietato l’uso di gas con GWP > 2500 nei sistemi con carica > 40 ton CO2 equivalenti (es: 10,2 kg di R-404A). Fanno eccezione impianti ad uso militare, apparecchiature per la refrigerazione a temperature < -50°C e l’utilizzo di gas recuperato dagli impianti e correttamente rigenerato (fino al 1° gennaio 2030).

La certificazione F-Gas

Il Regolamento F-Gas ha introdotto ulteriori prescrizioni per i soggetti che forniscono gas fluorurati: è necessario creare e mantenere per almeno 5 anni dei registri con tutte le informazioni rilevanti sugli acquirenti di gas fluorurati, incluso il numero della loro certificazione e la quantità acquistata.
Anche gli acquirenti di F-Gas che non sono tenuti a fornire copia della loro certificazione (rivenditori e costruttori che non fanno uso di gas fluorurati al di fuori delle loro unità produttive) dovranno comunque richiedere e conservare la documentazione dei loro clienti che utilizzano F-Gas.

Il controllo delle perdite di F-Gas

Il Regolamento F-Gas ha anche modificato le soglie di controllo delle perdite dagli impianti, sostituendo ad indicazioni di quantitativo di gas (kg) le quantità equivalenti di anidride carbonica (ton CO2 quivalente). Le soglie limite per effettuare i controlli e la loro frequenza dipende ora dal GWP del gas presente nell’impianto.